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News
Giornata mondiale del Rifugiato
Il 20 giugno, come ogni anno, si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, un’occasione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica la drammatica condizione di milioni di persone in tutto il mondo, costrette a fuggire dal proprio Paese per timore di essere perseguitate a causa della loro razza, religione, nazionalità, per il gruppo sociale di appartenenza, per le opinioni politiche (Convenzione di Ginevra del 1951). Quale che sia la ragione più evidente della loro fuga – una guerra civile, una persecuzione personale o la cosiddetta ‘pulizia etnica’ – alla base della loro difficile situazione c’è sempre una forma di intolleranza - politica, culturale, sociale o etnica – che non lascia loro scelta. Oggi, inoltre, assistiamo sempre più spesso all’emergere, anche nelle società più sviluppate, di sentimenti ostili che talvolta degenerano in episodi di razzismo e xenofobia. Così i rifugiati, oltre all’intolleranza che li ha costretti alla fuga, devono spesso affrontare anche un’altra intolleranza: quella che trovano nei paesi che offrono loro asilo e un rifugio sicuro dalla guerra e dalla persecuzione. Quell’intolleranza che ostacola la loro integrazione e rende ancora più pesante il loro esilio. (fonte: UNHCR)
Le cifre
Sono 11,4 milioni i rifugiati e 26 milioni gli sfollati interni (Idp) in tutto il mondo alla fine del 2007. Le cifre, diffuse dall’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), rivelano per il secondo anno di seguito un aumento rispetto al trend negativo che aveva caratterizzato gli anni dal 2001 al 2005. Quasi la metà del numero di rifugiati è composto da iracheni e afghani. L’Alto commissario, Antonio Guterres, esprime preoccupazione a riguardo: “Siamo di fronte ad un complesso mix di sfide globali che potrebbero determinare maggiore migrazione in futuro”. La forte insicurezza in Iraq è la prima responsabile dell’aumento del dato, che per il 2006 era fermo a 9,9 milioni di rifugiati e 24,4 milioni Idp.
I due gruppi di rifugiati più numerosi sono gli afghani (circa 3 milioni, per lo più in Pakistan e Iran) e gli iracheni (2 milioni, concentrati in gran parte in Siria e Giordania). Nella lista seguono colombiani (552mila), sudanesi (523mila) e somali (457mila). I Paesi che accolgono il maggior numero di profughi sono: Pakistan, Siria, Iran, Germania e Giordania.
Per quanto riguarda gli Idp, l’Unhcr registra in Colombia 3 milioni di Id; 2,4 milioni in Iraq (il dato precedente era 1,8 milioni); 1,3 milioni in Congo; 1,2 milioni in Uganda e 1 milione in Somalia. Infine il rapporto cita tra le nuove situazioni di “spostamenti” in nazioni come Sri Lanka e Yemen.
C’è anche, però, chi ha fatto ritorno a casa. In tutto il 2007, 731mila rifugiati hanno beneficiato dei programmi di rimpatrio volontario: in Afghanistan (374mila); Sudan del sud (130.700), Congo (60mila), Iraq (45.400) e Liberia (44.400). Tra gli Idp sono 2,1 milioni quelli tornati a casa.
L’Unhcr si occupa anche di queste altre due categorie oltre che poi di apolidi e richiedenti asilo. In tutto sono 31,7 milioni le persone registrate in un modo o nell’altro all’Unhcr, senza contare i 4,6 milioni di rifugiati palestinesi di cui si occupa un’apposita agenzia Onu, la Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near West (Unrwa). (fonte: AsiaNews)
In Italia, fra il 2007 e 2008, sono state recepite due direttive europee che hanno modificato la normativa (procedura, durata dei permessi di soggiorno per asilo e protezione sussidiaria), benché continui a non esserci una legge organica sul diritto di asilo, previsto invece dall’articolo 10 della Costituzione.(fonte: italian network)
Articolo 10 Cost. L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione Italiana, ha il diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.
L’asilo costituzionale è rimasto, per tanti anni, un concetto praticamente disapplicato fino al 1997, quando una sentenza della Corte di Cassazione ha indicato il tribunale ordinario come organo competente per decidere sulla concessione dell'asilo ai sensi della Costituzione, anche in assenza di una legge applicativa. Tuttavia, la legge di applicazione, a tutt’oggi, non è mai stata realizzata. (fonte:www.unhcr.it)
NEWS
Italia: l’UNHCR esprime soddisfazione per l’approvazione del codice deontologico per i giornalisti.
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime grande soddisfazione per l'approvazione definitiva da parte del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti del protocollo deontologico concernente questioni relative all’immigrazione ed all’asilo. Il documento, noto come ‘Carta di Roma’, è stato elaborato dall'Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana con il contributo dell'UNHCR. La Carta di Roma fornirà ai giornalisti italiani delle linee guida per far sì che le informazioni riguardanti i richiedenti asilo, i rifugiati, i migranti e le vittime della tratta siano equilibrate ed esaustive. Inoltre la Carta prevede che i temi dell'immigrazione e dell'asilo vengano inseriti nei corsi di formazione giornalistica e che sia istituito un Osservatorio indipendente che dovrà monitorare l'informazione su richiedenti asilo, rifugiati e migranti. L’UNHCR crede che questo codice deontologico potrà portare ad un utilizzo corretto del linguaggio e ad un’adeguata salvaguardia di tutti coloro che hanno richiesto e ottenuto protezione in Italia, senza ledere, tuttavia, il diritto all’informazione. Il tema dell’immigrazione è stato ampiamente discusso in Italia negli ultimi mesi e si sono verificati molti casi di aggressioni nei confronti degli stranieri.
La Carta di Roma è disponibile online all’indirizzo:
http://www.unhcr.it/images/pdf/carta%20di%20roma%20-%20definitiva.pdf
Immigrazione, Ue approva norma su carcere per clandestini
18 giugno 2008 STRASBURGO (Reuters) - I parlamentari dell'Unione europea hanno approvato oggi il provvedimento che prevede che gli immigrati clandestini possano restare in carcere per un periodo fino a 18 mesi e che ci sia bando che vieta il loro ritorno per un periodo fino a cinque anni: una norma che gli attivisti sostengono metta a repentaglio i diritti umani.
Dopo circa tre anni di discussioni, all'inizio del mese i ministri dell'Interno dell'Ue hanno approvato il provvedimento.
I parlamentari europei hanno approvato la nuova norma sull'immigrazione a grande maggioranza, con 369 voti a favore, 197 contro e 106 astenuti.
Il limite dei 18 mesi al periodo di detenzione è superiore a quello che vige attualmente nei due terzi dei 27 paesi del blocco.
Sebbene gli Stati europei possano fissare un tetto inferiore a questo periodo se lo ritengono opportuno, i gruppi a sostegno dei diritti umani hanno detto che ciò incentiverà le autorità competenti a mettere in carcere un numero più alto di migranti illegali.
"Crediamo che il testo approvato oggi dal Parlamento europeo non garantisca il rientro dei migranti clandestini in sicurezza e dignità", ha detto in una nota Amnesty International.
"(Il provvedimento) dà un pessimo esempio".
La Commissione europea ritiene che ci siano fino a otto milioni di clandestini nell'Ue: oltre 200.000 sono stati arrestati nel Vecchio continente nella prima metà del 2007 mentre meno di 90.000 sono stati espulsi. Sulla base del nuovo testo potranno finire in carcere anche i bambini.
Per approfondire:
- www.unhcr.org -L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati
- www.arifonline.it -Agenzia per i rifugiati
- www.cir-onlus.org/chieunrifugiato.htm -Consiglio Italiano per i rifugiati
- www.archivioimmigrazione.org -Archivio dell’immigrazione
- www.amnesty.it - Amnesty International – Sezione italiana
- www.migranews.it -Agenzia informazione immigrati associati
- www.nigrizia.it -Il sito dell’Africa e del mondo nero
- www.ecre.org -Consiglio Europeo per i Rifugiati e gli Esuli