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Mercoledì, 17 Settembre, 2008

NOMADI


CONTESTAZIONI A VERTICE UE, ITALIA PROTESTA

BRUXELLES - E' diventato un caso diplomatico la polemica contro l'Italia che ha tenuto banco al primo vertice europeo sui rom, voluto dalla Commissione Ue e dalla presidenza francese: prima il plauso del presidente dell'eurogoverno, José Manuel Barroso, agli slogan contro la schedatura su base etnica, poi le dure critiche al governo Berlusconi del miliardario ungherese George Soros, e infine i rom che lasciano il summit per protesta durante l'intervento del sottosegretario alle Politiche Sociali, Eugenia Roccella.

In serata, è arrivata la protesta ufficiale dell'Italia. Fonti diplomatiche italiane hanno fatto sapere che l' ambasciatore Nelli Feroci, rappresentante permanente dell'Italia presso la Ue, ha indirizzato una lettera al commissario Vladimir Spidla per esprimere "rincrescimento" a nome del governo italiano perché durante il Vertice europeo "non è stato consentito al sottosegretario Roccella di pronunciare il proprio intervento in un clima sereno, a causa di una serie di accese contestazioni da parte di alcuni elementi del pubblico".

 "Episodio tanto più deplorevole - si sottolinea - alla luce della circostanza che l'intervento del sottosegretario Roccella era centrato sulle politiche d'inclusione delle comunità Rom in Italia". Paladino della questione rom, fortemente critico con l'Italia, George Soros ha aperto il fuoco delle critiche sui provvedimenti del governo italiano sulla sicurezza, invocando l'intervento della Corte di giustizia della Ue: "Il modo in cui le autorità italiane hanno affrontato la questione dei rom è profondamente sbagliato, non è un problema sicurezza, le impronte e le schedature sono illegali, spero che la Corte di giustizia condanni tali misure".

Anche Barroso non ha nascosto il suo appoggio alla causa rom, schierandosi con coloro che al vertice hanno esibito magliette con lo slogan 'Against ethnic profiling', contro la schedatura su base etnica. "Il problema dell'integrazione dei rom è urgente a livello politico e soprattutto umano, considerando che una grande fetta di questa popolazione vive in condizioni non accettabili nel XXI secolo", ha detto Barroso. Ma per il commissario alla Giustizia e Libertà, Jacques Barrot, non ci sono dubbi: "I testi normativi sui censimenti dei campi rom in Italia sono in linea con le leggi europee, Soros ignora i fatti o è in malafede", ha spiegato. Precisando che "bisognerà ora vedere l'applicazione di quei testi". La polemica con l'Italia ha però toccato un nuovo picco quando il sottosegretario alle Politiche Sociali, Eugenia Roccella, ha iniziato il suo intervento. Roccella ha spiegato che in Italia, "a causa del flusso migratorio più ampio", si è determinata "una situazione di emergenza" che ha richiesto dei provvedimenti urgenti. I rappresentanti dei rom a questo punto si sono innervositi, il brusio è salito, è partito qualche fischio ed è iniziato l'esodo dalla sala: "Via, espulsa dal vertice!", hanno gridato i dimostranti tirando fuori cartellini rossi. "Sono contestazioni di tipo ideologico dovute alla mancanza di informazione - ha replicato il sottosegretario - se si leggessero le linee guida che hanno seguito le ordinanze tanto contestate si vedrebbe che non c'é alcun problema di discriminazione etnica".

Barrot, incaricato di chiudere la giornata di lavori e anche le polemiche con l'Italia, non ha deluso le aspettative ma la comunità rom: "Sulla base della relazione che abbiamo ricevuto il primo agosto, abbiamo dovuto riconoscere che il governo italiano ha definito degli ordinamenti che non potevano essere passibili di alcuna osservazione da parte nostra", ha spiegato il commissario, accolto dai fischi. Parlando a Trieste, il ministro degli Esteri Franco Frattini si è detto "preoccupato per il livello di disinformazione e di non conoscenza di una normativa italiana che riguarda l'identificazione dei cittadini, italiani e stranieri, privi di documenti personali". Il ministro per le politiche europee Andrea Ronchi ha constatato "con dispiacere quanto sia ancora diffusa una sostanziale disinformazione e un pregiudizio negativo verso le politiche attuate dal governo italiano per far fronte all'emergenza dei campi nomadi illegali". Ronchi ha ribadito "che il senso della norma è a tutela dei diritti dei minori all'interno dei campi rom, che sono spesso maltrattati o schiavizzati" ed ha ricordato "come ribadito anche dal Commissario europeo Barrot, che i censimenti dei campi rom sono in linea con le leggi europee".


ANSA.it